ARREDARE CON LA MUSICA

Era da tantissimo tempo che desideravo fissare questi pensieri, da ancora prima che questo blog avesse vita. Oggi mi sento ispirata e la congiuntura delle situazioni mi ha permesso di farlo, ma… per favore non prendetemi per matta nel caso in cui non li condividiate con me!

Avete mai provato a concepire la musica come un qualcosa in grado di arredare? Mi riferisco alla possibilità di considerare la musica alla stessa stregua della luce, dei colori, di un’atmosfera particolare. Si, perchè forse alla fine uno degli obiettivi ultimi della musica è proprio quello di creare una certa atmosfera, creare un determinato stato d’animo in chi l’ascolta, ottenere un preciso sentimento con note invisibili, ma solamente percepibili uditivamente. Il tutto potrebbe essere reso ancora più efficace con l’ausilio di un ambiente sistemato in una certa maniera. Il percorso da fare per capire dove voglio arrivare con questo discorso è quello inverso, cioè partire dall’atmosfera creata da un ambiente e rafforzarla con il potere della musica! Pensateci bene, alla fine qual è il motivo per cui quando si va in un locale è possibile mangiare ascoltando della buona musica in sottofondo, o addirittura fare shopping con della musica che mette subito di buon umore, e perchè un’esibizione di video mapping è spesso accompagnata da melodie di sottofondo; perchè una forma d’arte come quella della danza non avrebbe senso senza la musica?

Alla fine, lo scopo è sempre quello: emozionare!

Arredare con la musica

Per capire se il mio pensiero ha fondamento ho deciso di fare una ricerca e ho così scoperto che esiste un termine “musique d’ameublement“, che letteralmente significa “musica d’arredamento”, o più raramente tradotto con “musica da tappezzeria”. Questo termine è stato coniato nella prima metà del 1900 dal compositore francese Erik Satie, il quale la definì come una musica che non ha bisogno di essere ascoltata.

Questo genere fece il suo percorso fino ad arrivare all’evoluzione della musica ambientale (o musica Ambient), istituita dal compositore britannico Brian Eno che si cimentò nell’impresa di arredare di suoni gli aeroporti utilizzando il mezzo elettronico.

Questo nuovo genere musicale funge da sfondo sonoro a uno spazio chiuso, più un modo di fruizione che un genere insomma, permesso dalla riproducibilità tecnica della musica caratteristico di quegli e di questi anni.

Un esempio di musique d’ameublement è il balletto Relâche (1924) con il celebre inserto cinematografico Entr’acte, firmato da Renè Clair.

Anche la musica da camera, filone della musica classica, fa riferimento al connubio tra musica e arredo, in quanto le composizioni musicali erano scritte per un ristretto numero di musicisti che raramente duettavano con altri strumenti durante l’esecuzione di un brano. Di conseguenza occorreva sistemare gli spazi in modo tale da favorire la diffusione del suono, oltre a dover essere ben arredato e piacevole, sia per l’udito che per la vista.

Un quadro arreda l’ambiente per l’occhio così come la musica l’arreda per l’orecchio.

Erik Satie

Inoltre sono moltissimi i modi di concepire la musica come dettaglio d’arredo. Si può pensare per esempio di inserire pregiati strumenti musicali per impreziosire angoli di un’abitazione: pensate al figurone di un pianoforte a coda al centro di un grande soggiorno. Un’altro esempio è costituito dai numerosi progetti di design che vertono alle consolle nate per riprodurre musica. Sono anche tantissimi i consigli che si possono cogliere per poter arredare una propria camera della musica al fine di ottenere una perfetta acustica.

Quando iniziai a pensare a questo articolo però il mio fine era in realtà tutt’altro. Pensavo che forse poteva esistere un nesso tra genere musicale e stile d’arredo adottato. Allora voglio provare a tirare fuori le mie doti d’arredatrice e a stilare una sorta di lista di generi musicali adottabili per ciascun stile d’arredo.

CLASSICO – musica CLASSICA

CONTEMPORANEO – musica JAZZ

MINIMALISTA – musica NEW AGE

MODERNO – musica POP, COMMERCIALE

ETNICO – musica FOLK

URBAN – musica RAP, HIP HOP

VINTAGE – musica BURLESQUE

Ecco, finisco qui di presentarvi quello che ho macerato da un po’ nella mia testa. Vi invito ad esprimervi a questo proposito e di dire come la pensate. La vostra lista sarebbe stata diversa? Che genere di musica ascoltate e in che contesto d’arredo? Quale altro genere o stile aggiungereste? Forza, commentate, commentate e commentate! Qui è impossibile sbagliare!

“La Musique d’ameublement” è in sostanza un prodotto industriale. L’abitudine, l’uso, vogliono che si faccia musica in circostanze con le quali la musica non ha niente a che vedere. Si suonano in codeste occasioni “Fantasie d’Opera, valzer e simili, composti per tutt’altro fine. Noi vogliamo produrre una musica dichiaratamente “utilitaria”. L’Arte è un’altra cosa. La “Musique d’Ameublement” crea una vibrazione; non ha altro scopo. Ha la stessa funzione della luce, del calore e del comfort in tutte le sue forme. Sostituisce vantaggiosamente Marce, Polke, Tanghi, Gavotte e via dicendo. Esigete la “Musique d’Amebulement”. Niente più riunioni, assemblee e simili, senza “Musique d’Ameublement” per notai, banche e via dicendo. La “Musique d’Ameublement” non ha identità. Niente più matrimoni senza “Musique d’Ameublement” Disertate le case che non adottano la “Musique d’Ameublement”. Chi non ha mai ascoltato “Musique d’Ameublement” ignora la felicità. Non addormentatevi senza ascoltare un brano di “Musique d’Ameublement”, se volete dormire sonni tranquilli.

Erik Satie

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3 pensieri su “ARREDARE CON LA MUSICA

  1. Pingback: ARREDARE CON I PROFUMI | Chiara Fedele Interior Design

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