CHIARA FEDELE AL SALONE DEL MOBILE

Parliamo con Chiara Fedele di Chiarafedele.com del Salone del Mobile, che considera di enorme importanza questa manifestazione internazionale sul mondo dell’Arredamento.
Sentiamo come la pensa!

Chiara, qual è la tua opinione generale sul Salone del Mobile di Milano?
Adoro il Salone del Mobile di Milano! Si tratta di un evento obbligatorio, una sorta di grande festa, per ogni arredatore e designer che svolge la propria professione con passione. E’ una grandissima sorgente d’ispirazione, oltre che un’immensa fonte di scoperta per tutte le novità del settore arredo in arrivo. Trovo che sia di estrema importanza parteciparvi per non rischiare di fossilizzarsi troppo su soluzioni sempre uguali e quindi rischiare di non riuscire più a proporre ai propri clienti progetti e consulenze di un certo livello.

Andrai a questa edizione 2016 del Salone? Perché?
Si, anche quest’anno andrò a visitare il Salone. Anche se purtroppo non potrò dedicare che un solo giorno all’evento. Ci vorrebbero almeno tre giorni per poter vedere tutto e dare al cervello la possibilità di assimilare bene quanto visto. Senza parlare poi di tutte le altre esposizioni che ruotano intorno al Salone del Mobile durante la “design week”. Io ci vado perché non esistono limiti alla creatività e questo vuol dire che basta vedere anche dei piccoli suggerimenti per farsi venire delle idee stupende da proporre poi nei progetti ai propri clienti. Inoltre ci tengo davvero ad essere aggiornata sulle ultime novità e tendenze del settore a cui spesso è difficilissimo stare sempre dietro. La professione dell’interior designer è molto complessa e richiede conoscenze che spaziano in differenti campi, più cose si conoscono e meglio è, e quale occasione migliore se non quella di incontrare designer e aziende volenterose di presentare e spiegare le loro proposte nello specifico! Inoltre nel mio blog esiste una rubrica annuale dedicata dove aggiorno i miei lettori sulle novità proposte proprio dal Salone del Mobile.

Quali sono secondo te i trend che quest’anno domineranno questo importante evento legato al mondo dell’Interior Design?
Intanto c’è da dire che quest’anno una parte del Salone del Mobile sarà dedicata all’EuroCucina e un’altra al Salone Internazionale del Bagno; mentre il SaloneSatellite avrà come tema “nuovi materiali”. La tendenza generale dell’anno è sicuramente green, nelle sue infinite declinazioni. Per quanto riguarda le cucine invece tra i vari trend che vedremo ci saranno sicuramente l’acciaio lavorato al fine di ottenere diverse finiture oltre che proposte versatili, flessibili e modulari con quasi infinite possibilità di composizione; cucine professionali in casa aperte sul living pensate per la convivialità. Per ciò che concerne il bagno il trend è invece sempre più rivolto alla cura di se’ con un occhio di riguardo alla sostenibilità.

Ringraziamo Chiara per le sue interessanti opinioni sul Salone del Mobile

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E si parla della mia discussione di laurea anche qui!

Sanremo, saggio didattico all’Accademia di Belle Arti

Cultura Sanremo — 13 giugno 2014

Settimana d’esami di profitto e di laurea per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo che tirano le somme di un anno di studio e di lavoro in cui hanno applicato le conoscenze acquisite producendo elaborazioni personali nelle diverse discipline che caratterizzano i piani di studio dei Corsi di laurea in Pittura, in Architettura d’interni e design e in Grafica e Illustrazioni

Le realizzazioni spaziano dai disegni alle planimetrie di architettura d’interni eseguite a mano e con i più sofisticati software specialistici, alla progettazione e costruzione materiale di moduli d’arredo, al campionario grafico destinato all’editoria, alla pubblicità, al commercio e ancora all’illustrazione, al fumetto alla decorazione eccetera.

Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design. Si tratta di un curioso itinerario che coniugando storia e attualità perviene a proposte riguardanti il prossimo futuro sul ruolo del “maestro d’arte” cioè di quella figura professionale che nel corso dei tempi da artigiano si è trasformato gradatamente in un vero e proprio professionista che all’attitudine creativa e manuale ha aggiunto un buon bagaglio di conoscenze sia culturali in senso lato che tecnologiche che gli permettono di realizzare risultati di grande qualità.

Il filo conduttore della tesi di Chiara Fedele è la costruzione pianificata di una risposta alla domanda drammatica che oggi soprattutto i giovani si pongono : è possibile trovare un’occupazione, mettere a frutto le competenze acquisite, gli studi seguiti ? Chiara con il suo lavoro perviene ad una risposta incoraggiante : oggi è certamente più difficile di ieri, ma gli spazi ci sono per chi abbia la buona volontà e le competenze professionali e in quest’ottica chi ha seguito un corso di laurea accademico è fornito di una scorta articolata di capacità operative che lo mettono al riparo di tante insidie che minano il mercato del lavoro. Supporti che gli permettono di applicarsi con flessibilità alle più diverse situazioni, non ultima quella di “inventarsi” una professione interpretando le necessità del momento e questo può addirittura consentire di svolgere la professione a casa propria. Da qui il titolo della tesi “L’orto di casa” che vuole appunto alludere alla possibilità di recuperare una dimensione a portata di mano e sfruttarla positivamente facendone occasione di gratificazione e di profitto. Ma la proposta vuole anche essere una ricetta di strategia economico-produttiva : l’orto di casa si ispira ad una concezione professionale che fa dell’artigianato, quale alternativa all’industrializzazione, l’elemento di spicco che garantisce la qualità e l’ eccellenza dei prodotti curati e realizzati a mano. Una dimensione che vale la pena di considerare con attenzione e fiducia non solo come proposta occupazionale ma principio etico di valorizzazione delle capacità umane e nel contempo di rispetto della natura e dell’ambiente con i quali l’artigiano si è sempre trovato in armonia.

La redazione

E anche su Riviera24…

Sanremo – Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design.

Settimana d’esami di profitto e di laurea per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo che tirano le somme di un anno di studio e di lavoro in cui hanno applicato le conoscenze acquisite producendo elaborazioni personali nelle diverse discipline che caratterizzano i piani di studio dei Corsi di laurea in Pittura, in Architettura d’interni e design e in Grafica e Illustrazioni

Le realizzazioni spaziano dai disegni alle planimetrie di architettura d’interni eseguite a mano e con i più sofisticati software specialistici, alla progettazione e costruzione materiale di moduli d’arredo, al campionario grafico destinato all’editoria, alla pubblicità, al commercio e ancora all’illustrazione, al fumetto alla decorazione eccetera.
Durante la tornata d’esami ha sostenuto la prova finale Chiara Fedele discutendo la tesi “L’orto di casa” attinente alla storia del design. Si tratta di un curioso itinerario che coniugando storia e attualità perviene a proposte riguardanti il prossimo futuro sul ruolo del “maestro d’arte” cioè di quella figura professionale che nel corso dei tempi da artigiano si è trasformato gradatamente in un vero e proprio professionista che all’attitudine creativa e manuale ha aggiunto un buon bagaglio di conoscenze sia culturali in senso lato che tecnologiche che gli permettono di realizzare risultati di grande qualità.
Il filo conduttore della tesi di Chiara Fedele è la costruzione pianificata di una risposta alla domanda drammatica che oggi soprattutto i giovani si pongono : è possibile trovare un’occupazione, mettere a frutto le competenze acquisite, gli studi seguiti ? Chiara con il suo lavoro perviene ad una risposta incoraggiante : oggi è certamente più difficile di ieri, ma gli spazi ci sono per chi abbia la buona volontà e le competenze professionali e in quest’ottica chi ha seguito un corso di laurea accademico è fornito di una scorta articolata di capacità operative che lo mettono al riparo di tante insidie che minano il mercato del lavoro. Supporti che gli permettono di applicarsi con flessibilità alle più diverse situazioni, non ultima quella di “inventarsi” una professione interpretando le necessità del momento e questo può addirittura consentire di svolgere la professione a casa propria. Da qui il titolo della tesi “L’orto di casa” che vuole appunto alludere alla possibilità di recuperare una dimensione a portata di mano e sfruttarla positivamente facendone occasione di gratificazione e di profitto. Ma la proposta vuole anche essere una ricetta di strategia economico-produttiva : l’orto di casa si ispira ad una concezione professionale che fa dell’artigianato, quale alternativa all’industrializzazione, l’elemento di spicco che garantisce la qualità e l’ eccellenza dei prodotti curati e realizzati a mano. Una dimensione che vale la pena di considerare con attenzione e fiducia non solo come proposta occupazionale ma principio etico di valorizzazione delle capacità umane e nel contempo di rispetto della natura e dell’ambiente con i quali l’artigiano si è sempre trovato in armonia.

di Ma. Gu.

13/06/2014