URBAN JUNGLE BLOGGERS Summer 2017

C’è chi sarà costretto a lavorare nel mese di Agosto, chi è già partito e chi invece deve ancora partire, chi resterà a casa, ma cercherà comunque di godersi dei ritmi più lenti… L’estate è fatta di tantissime sfumature; ad ogni modo: Summer Vibes!

E anche i membri del challenge di Urban Jungle Bloggers lo sanno bene, tant’è che il tema di questa stagione saranno proprio le vacanze, o meglio Tropicool!

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Per quanto mi riguarda, io faccio parte di quelli che ad Agosto dovranno lavorare duro, ma quest’anno mi sono regalata una vacanza da sogno, prevista per la prima settimana di Settembre, nell’isola di Rodi, Grecia!

(Piccolo spoiler!)

Per cui come poteva essere il mio contributo per la stagione estiva?

Tropicool

Ho dedicato un angolo di casa a creare una piccola ambientazione tropicale: la mia fedele Pachira Acquatica, che è diventata la modella preferita per questo genere di cose, mi fa venire in mente una vera e propria palmetta! E poi sabbia, infradito, fotografie e una macchina fotografica mi ricordano di non temere, che il giorno della partenza è vicino!

Summer has a lot of shades, so: Summer Vibes!

The Urban Jungle Blogger‘s members are ready for the topic of this season, that it si “holidays”, or better Tropicool!

I will work very hard during the August month, but this year I will give me a wonderful trip at the first week of Semptember to Rhodes island, Greece.

(A little spoiler!)

So I show you my contribution for the summer season…

I dedicated a corner of my house to create a little tropical setting: my faithful aquatic pachira, that it is become my favorite model for these things, is like a little palm really.

And sand, thongs, photos and a camera remember me to not fear, because the day of departure is near!

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SALONE DEL MOBILE 2017

Purtroppo anche questa sessione del Salone del Mobile si è conclusa e io non vedo già l’ora che sia l’anno prossimo!

Prima di parlarvi di ciò che ho visto vorrei però dedicare alcune righe ad esaminare i pro e i contro della mia organizzazione (cosa che ormai faccio ogni anno!) perchè mi aiuta a fare sempre meglio negli anni a venire.

Per prima cosa quest’anno ero riuscita ad ottenere tutta la settimana (dal 4 al 9 Aprile) di ferie dal lavoro; questo mi ha permesso di riuscire ad andare al Salone durante la settimana (giorno della visita: 6 aprile) e ad evitare la calca del fine settimana, ma non ad approfittare di tutta la Design Week. Infatti come ogni anno, ho atteso che anche il mio papà fosse disponibile per poterci andare insieme a lui (eh si, è il nostro tempo di qualità!) e quindi sono stata a Milano una sola giornata. Magari come obiettivo per il prossimo anno mi appunto quello di trovare delle design blogger che abbiano voglia di condividere la settimana con me (se fate parte di quelle blogger non esitate a contattarmi; mi sto già organizzando per il Cersaie!)

Un’altra nota negativa è stata quella di aver effettuato la visita senza la benedetta Mappa, che poi durante i vari giri è stata impossibile da recuperare! L’anno scorso l’app del Salone l’ho trovata super efficace, con il suo sistema di catalogazione dei padiglioni; quest’anno invece, avendola scaricata un solo giorno prima, non sono riuscita a studiarla bene e a capire in quali aree venivano inseriti i vari stands. Ma alla fine della fiera siamo riusciti a cavarcela!

E poi che dire, se non che ho dimenticato i biglietti da visita del blog! Insomma, di aspetti positivi ce ne sono stati eccome, ma con dei piccoli dettagli a cui dare maggiore attenzione per la prossima visita!

Poi c’è quella che per me è una novità super entusiasmate: ho partecipato ad un evento del Fuorisalone per la prima volta in assoluto! Ma di questo ve ne parlerò più avanti nel post.

Ora però è arrivato il momento di parlarvi del Salone del Mobile vero e proprio!

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Quest’anno il Salone del Mobile ospitava il Salone Internazionale dell’Illuminazione e l’installazione Workplace 3.0.

Ecco le foto scattate per quanto riguarda l’illuminazione.

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Lampada realizzata con fogli di legno by LZF Lamps

Si afferma il trend di lampadari preziosi, come questi qui di seguito che sembrano custodire tesori.

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O questi.

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Abbondavano anche quelli d’ispirazione più eclettica.

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E poi c’è lui! Riuscite a riconoscerne l’installazione? Con le sue ambientazioni fiabesche me ne ero già innamorata due anni fa!

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Karman

Per quanto riguarda i colori, a predominare è sicuramente il verde (in tutte le sue varianti).

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Ma anche la presenza del rosa non è stata da meno.

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Quest’anno erano anche tantissime le camerette per ragazzi che lasciavano a bocca aperta. Tanto per citare un’azienda, per esempio c’era la collezione I sogni di Matilde di Dolfi. Eccovene un assaggio.

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Tantissime anche le soluzioni salva-spazio che sono state proposte.

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Per quanto riguarda l’installazione Workplace 3.0 le novità e le tendenze di cui parlare sono sicuramente le sedute ergonomiche (al primo impatto estremamente complicate, ma di un confort assoluto), i nuovi materiali fonoassorbenti ideali per uffici adibiti a più persone, nuovi metodi di rilassamento (vedi un esempio qui) e anche le nuove vernici resistenti agli incidenti con l’inchiostro.

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Ed ecco alcune foto scattate durante l’evento Social White: un momento per blogger e media partner pensato dagli organizzatori di White in the City (l’installazione che ha dipinto di bianco alcune delle più importanti zone di Milano durante la Design Week) per il quale avevo scritto un articolo.

L’evento in questione si è tenuto a Palazzo Cusani, uno storico palazzo seicentesco situato nell’affollatissima via Brera.

Nulla è stato lasciato al caso: ad accoglierci c’era una bellissima loggia che preannunciava il tema della serata attraverso un allestimento e la presentazione di diversi prodotti di design in chiave bianca.

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Per raggiungere però la sala dove l’evento vero e proprio era stato adibito è stato necessario percorrere una bellissima scalinata che ha portato a diverse sale, in ciascuna delle quali vi era una diversa installazione sempre e rigorosamente in tema bianco.

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E per quest’anno è tutto! Spero di essere riuscita a fare la giusta selezione delle cose che più vi interessavano. E se avete domande non esitate a chiedere: sono qui per voi!

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WHITE IN THE CITY

Ormai lo sentiamo dappertutto: la fatidica data del Salone del Mobile è sempre più prossima! Sono tanti gli animi in fervore, l’eccitazione è in continua ascesa e il lavoro è tanto.

Come penso che sappiate già bene, a caratterizzare Milano durante la prima settimana di Aprile non sarà solo la fiera di Rho, ma anche tutti gli altri eventi a tema che si terranno nelle varie zone della Città del Design per eccellenza.

Oggi vi parlerò dell’evento White in the City, che mi ha chiesto di diventare sua Blogger Friend.

White in the City è uno dei tanti eventi collaterali che si terrà quindi a Milano dal 4 al 9 Aprile 2017 e che ha come progetto quello di raccontare il Bianco nelle sue varie declinazioni cromatiche e simboliche.

Il direttore artistico di questo evento culturale è il designer Giulio Cappellini e come principale sponsor la celebre azienda di pitture Oikos Srl.

L’idea è quella di creare uno speciale itinerario che vedrà coinvolti alcuni dei più importanti indirizzi di Milano (Accademia di Belle Arti di Brera, Pinacoteca di Brera, Palazzo Cusani, l’ex chiesa di San Carpoforo e Class Editori Space) e di assegnare a ciascuno di essi una diversa interpretazione e significato del bianco.  

White in the city

Adesso però tocca a me! In che modo contribuisco a questo tema?

Inutile dirvi che quando mi hanno posto l’argomento ho pensato a millemila possibilità su come svilupparlo, ma ho deciso di dare priorità a un tema che avevo già in lista per il blog: il cosiddetto mito del bianco; ovvero indagheremo insieme la ragione per cui gli architetti sono ossessionati dal bianco e del perché la maggior parte di essi arreda case in total white.

Beh, cosa simboleggia il bianco lo sappiamo un po tutti: è il colore dell’eleganza e della pura bellezza. Ma ciò che ci spinge a “leggere” questo colore, piuttosto che un altro, sotto queste chiavi è una questione meramente culturale.

E’ in età Rinascimentale che il bianco assunse questo significato, età in cui la scultura “vinse” predominando anche sulla pittura, diventando così una forma d’arte più “elevata”. E la scultura dell’epoca non poteva avvalersi che di blocchi di marmo o del bronzo, quindi si tingeva di bianco e nero.

Ma la tendenza ad usare i colori nel suo insieme morì definitivamente con la scoperta della statua di Laocoonte, rinvenuta sotto gli occhi dello stesso Michelangelo. La statua sprigionava un candore talmente intenso da influenzare gli artisti della stessa epoca e addirittura di quelle successive.

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Il Neoclassicismo quindi decretò il bianco come colore della perfezione architettonica e artisticaWinckelmann, coni suoi scritti e le sue teorie, si fece portavoce di questo pensiero.

Ma il concetto del bianco, così come lo interpretiamo noi oggi è stato ripreso più volte da diversi movimenti culturali e artistici e da diverse epoche successive.

Si pensi per esempio al Razionalismo del ‘900: movimento che bandì il decoro e l’eccesso dall’architettura.

Oggi sappiamo che questa convinzione culturale è frutto addirittura di un’erronea interpretazione di quei ritrovamenti, in quanto si presentavano bianchi solo perché il tempo aveva cancellato i loro colori.

Ma forse già anni prima di tale errore qualche circostanza aveva scritto il futuro simbolico di questo colore: basta pensare al candore degli abiti delle donne nell’Antico Egitto o all’uso che se ne faceva all’interno delle chiese durante il Medioevo.

Oggi a personificare questo esempio possiamo chiamare in causa l’architetto Richard Meier, anche definito l’architetto in bianco, che in merito alle sue scelte stilistiche afferma:

L’architettura è creazione di uno spazio definito attraverso superfici opache e trasparenti, elementi lineari e piani, aperture e chiusure. Tutti questi elementi sono essenziali per l’architettura, e il bianco rende più evidenti le differenze tra aperture e chiusure, tra solidità e trasparenza, tra elementi lineari ed elementi piani, tra involucro e struttura.                            Credo che il bianco renda vivi gli elementi architettonici.
Il secondo aspetto riguarda il fatto che l’architettura è fatta dagli uomini, è statica, non cambia, non cresce nel tempo. È la natura che cambia durante il giorno, nel corso delle stagioni, e il candore degli edifici aiuta a riflettere la differenza tra ciò che è stato fatto dall’uomo è ciò che è naturale. Ci aiuta a percepire la natura che ci circonda e il modo in cui l’architettura la riflette.

Per non parlare delle architetture di Le Corbusier e di quelle di Mis Van Der Rohe: l’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La costruzione è per tener su: l’architettura è per commuovere.

Ma poi, vogliamo citare solo alcuni dei vantaggi che questo colore porta con se? E’ luminoso, facile da ritoccare, economico in quanto spesso deriva dalla calce, per niente impegnativo, crea uno speciale effetto ottico di ampliamento degli spazi, perfetto nelle zone che necessitano di un’accurata pulizia e igiene…

Tutto questo per parlare di un colore acromatico, che però di colori ne contiene tutti; ma se vi dicessi anche che non esiste un solo tipo di bianco!?

Il bianco è il migliore simbolo della modernità. R. Meier

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TENDENZE 2017

Sono tornata! Il mio febbraio è stato caratterizzato da tanto lavoro lontano dalla carta e dal computer, ma ora sono di nuovo qua, in questo salottino che sento così familiare e di cui sinceramente iniziavo a sentirne la nostalgia.

Appena ho aperto il blog per scrivere questo articolo mi sono sentita un po disorientata a dire la verità. Mi sono spaventata davanti al pensiero di avere scritto un solo post con l’inizio del nuovo anno; poi ho riletto i buoni propositi e mi sono un po tranquillizzata… Ho fatto un respiro profondo e mi sono chiesta “E adesso?”.

Mi sono resa conto che quest’anno non vi ho ancora parlato di tendenze, l’argomento che più mi sta a cuore e che mi aveva spinto ad aprire questo spazio virtuale. Allora riprendo da qui: vi presento le principali tendenze del settore arredo per questo 2017.

Eccoli riassunti in questa lista illustrata!

Gli anni ’80 rivisitati in chiave moderna, quindi laccato, lucido, glossy e tanto colore.

1 by Apartment Therapy

Via Apartment Therapy

✎ Anche i materiali nobili scoprono l’effetto materico, sfoggiando interessanti textures decorative.

2 by Be hang Fabriek

Via Be Hang Fabriek

✎ Il tapestry: ovvero la tappezzeria che prende ispirazione dalle passerelle (sopratutto damascati e passamanerie).

3 by Adrienne Roberts

Via Adrienne Roberts

✎ Lo stile neo-coloniale (sopratutto con la paglia di Vienna) e lo stile vintage.

4 by Brown Dress With White Dots

Via Brown Dress With White Dots

✎ Tanto colore.

5 by Feed Puzzle

Via Feed Puzzle

✎ Oggetti d’arredo di produzione artigianale.

6 by Mr Colmar

Via Mr Colmar

Arredi “in&out”: cioè mobili che possono essere collocati e utilizzati sia in spazi aperti (come il giardino), sia negli interni.

7 by Desainer

Via Desainer

Multitasking: oggetti che assolvono a più funzioni, per esempio tavoli-contenitori…

8 by Apartment Therapy

Via Apartment Therapy

Stile raw: effetto grezzo e non finito che celebra la bellezza dell’imperfetto.

9 by Coco Lapine Design

Via Coco Lapine Design

Stile wild con i suoi materiali naturali.

10 by Top Home Decorator

Via Top Home Decorator

Stile geometrico.

11 by Studio Salaris

Via Studio Salaris

✎ Il marmo.

12 by Murals Wallpaper

Via Murals Wallpaper

Stile etnico.

13 by Deconome

Via Deconome

Stile scandinavo.

14 by Nyde

Via Nyde

Stile gipsy.

15 by Shop Style

Via Shop Style

Stile orientale.

16 by Little Piece Of Me

Via Little Piece Of Me

✎ L’ultrapattern, con i suoi giochi grafici.

17 by Academy Tiles

Via Academy Tiles

✎ L’arredo che si ispira all’arte: dipinti, sculture, film e altro ancora diventano lo spunto per la progettazione di tessuti, mobili, tappezzerie…

18 by Mrs Matott

Via Mrs Matott

Vi sareste mai aspettati di ritrovare anche nel 2017 buona parte delle tendenze arredo che hanno spopolato l’anno scorso!? Per fortuna l’interior design non ha gli stessi ritmi della moda!

E ora che sapete quali sono i segreti per interni di tendenza, non mi resta che augurarvi buona progettazione!

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BUONI PROPOSITI 2017

Oggi torno a muovere i primi passi dell’anno qui sul blog… qualcuno forse iniziava già a temere che nel 2017 Chiarafedele.com non sarebbe più esistito e invece si rinnova più carico che mai!

Questi primi giorni dell’anno li ho voluti dedicare prima di tutto a me stessa, perchè con l’anno che è passato ho capito sopratutto che i cambiamenti devono avvenire prima dentro di noi e solo poi possono essere annunciati.

E come ogni gennaio che si rispetti ho riflettuto sui buoni propositi e mi sono resa conto con non poca sorpresa che molti di quelli che mi ero prefissata l’anno scorso sono riuscita a raggiungerli con non troppa fatica! (Clicca qui per vedere i propositi del 2016.)

Visto che la cosa mi ha portato bene (devo essere sincera: era la prima volta che mi ponevo dei propositi da nuovo anno!) ho deciso di ripetere il rituale, anche perchè gli obiettivi del 2017 sono per la maggior parte di tipo professionale…

E allora eccoli, ve li presento: i miei buoni propositi per il 2017!

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✎ A partire da quest’anno ho deciso che il blog non graviterà più al centro della mia vita. Continuerà sempre ad essere un elemento importante del mio lavoro, questo si, ma non ne costituirà l’elemento principale. Questo perchè ho intenzione di raggiungere nuovi gradini all’interno della mia sfera professionale e per raggiungere questi traguardi dovrò lavorare molto anche offline. Quindi colgo anche l’occasione di avvisarvi di probabili assenze nel corso dell’anno, che cercherò di compensare con una maggiore presenza sui social… Spero che la notizia non vi scoraggi più del dovuto e vi consiglio di prendere la questione piuttosto come una sorta di “stiamo lavorando per voi“!

✎ Raggiungere nuovi e più ambiziosi traguardi professionali.

✎ Essere più attiva nel 2017: evitare gran parte degli sprechi di tempo in cui cado purtroppo molto spesso e dedicare quel tempo stesso a realizzare una vita più appagante.

Il motto di quest’anno pertanto sarà:

FAI DELLA TUA VITA QUALCOSA DI STRAORDINARIO

tratto dal film L’estate addosso.

Sperando che l’articolo in questione possa essere uno spunto motivazionale per gran parte di voi, non mi resta che augurarvi un 2017 pieno di meravigliose emozioni!

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