I MIEI VALORI: MANIFESTO

La volta scorsa in cui ti avevo portato a fare un giro nelle profondità del mio biz (trovi l’articolo qui), ti avevo accennato quelli che erano i miei valori. Quelli che, come avevo detto quella volta, reputo principali nella vita e nel lavoro.

Oggi voglio approfondire con te quegli aspetti affinché non siano soltanto belle parole messe li, ma per farti capire che sono scelte che per me hanno un perchè.

Idea

Eccoli qui!

1.Non mi accontento di creare semplicemente degli spazi belli, devono essere anche funzionali.

A cosa serve volere a tutti i costi quel tavolo da caffè, solo perchè fa tanto bello, se poi non ho lo spazio neanche per girarci intorno?

Oppure, si la cucina senza i pensili fa così stile nordico, ma dove metto tutte le stoviglie, le scorte e gli attrezzi se non ho lo spazio nel salotto per una dispensa o una dining room?

E altre cose di questo genere… Ci siamo capiti, no!?

2. Il mio animo è da sempre orientato alla sostenibilità e all’ecologia. Principi che cerco di applicare anche nel mio lavoro.

Le risorse del nostro pianeta non sono inesauribili e questo lo sappiamo tutti molto bene. Purtroppo però, fare finta che il problema non esista non aiuta a migliorare la situazione. 

Personalmente sono sempre stata un’amante della natura, fin da quando ero molto piccola, ma mai una fanatica. Scienze era una delle mie materie preferite alle elementari. Questo amore l’ho riscoperto poi con la stesura della mia tesi di laurea di cui ti parlerò a breve!

3. Basta con lo stereotipo che l’interior designer è un lusso. I miei servizi sono pensati anche per offrire soluzioni a piccoli budget (considero infatti, anche e sopratutto, progetti di riciclo e altre alternative economiche a seconda delle necessità).

Per farti comprendere pienamente il concetto del lusso voglio qui riportarti le meritatissime parole di Bruno Munari (1907-1998), pittore, designer e sperimentatore di nuove forme d’arte che ha segnato una svolta fondamentale nella storia del design in Italia e nel mondo e a cui mi ispiro.

Il lusso è la manifestazione della ricchezza incivile che vuole impressionare chi è rimasto povero. E’ la manifestazione dell’importanza che viene data all’esteriorità e rivela la mancanza di interesse per tutto ciò che è evoluzione culturale. E’ il trionfo dell’apparenza sulla sostanza.

Il lusso è una necessità per tanta gente che vuole avere una sensazione di dominio sugli altri. Ma gli altri se sono persone civili sanno che il lusso è finzione, se sono ignoranti ammireranno e magari invidieranno chi vive nel lusso. Ma a chi interessa l’ammirazione degli ignoranti? Forse agli stupidi. Infatti il lusso è una manifestazione di stupidità. Per esempio a che cosa servono i rubinetti d’oro? Se da questi rubinetti d’oro esce un’acqua inquinata non è più intelligente, con la stessa spesa, mettere un depuratore d’acqua e tenere i rubinetti normali? Il lusso è quindi l’uso sbagliato di materiali costosi che non migliora le funzioni. Quindi è una stupidaggine!

Naturalmente il lusso è legato all’arroganza e al dominio sugli altri. E’ legato ad un falso senso di autorità. In antico l’autorità era solo lo stregone che aveva abbellimenti e oggetti che solo lui poteva avere. I re e i potenti erano vestiti con costosissimi tessuti e pellicce. Più il popolo era tenuto nell’ignoranza e più l’autorità si mostrava paludata di ricchezze. E ancora oggi in molte nazioni si verificano queste manifestazioni di apparenze miracolose. Contemporaneamente però nella gente sana si fa strada la conoscenza della realtà delle cose e non dell’apparenza. Il modello non è più il lusso e la ricchezza, non è più tanto l’avere quanto l’essere (per dirla con Erich Fromm).

Man mano che l’analfabetismo diminuisce l’autorità apparente cade e al posto dell’autorità imposta si considera l’autorità riconosciuta. Un cretino seduto su un grande trono poteva forse suggestionare in un tempo passato ma oggi, e sopratutto domani, si spera che non sia più così. Spariranno i troni e le poltrone di lusso per i dirigenti imposti, gli arredi speciali per i capi, le cattedre di lusso alzate su pedane di mogano, i paludamenti, i gradi, e tutto ciò che serviva per suggestionare.

Insomma, voglio dire che il lusso non è un problema di design!

Bruno Munari Da cosa nasce cosa Editori Laterza

4. Non sono per gli oggetti inutili.

A cosa serve avere tantissimi suppellettili? Neanche tu che li collezioni riesci a goderne in pieno il loro valore estetico se ne hai talmente tanti che gli occhi non hanno un po di pace e non sanno dove soffermarsi.

Una casa con tanti oggetti crea situazioni di stress e ansia, oltre al fatto che non è per niente semplice da pulire e tenere ordinata.

Meglio allora puntare su pochi oggetti, magari anche più di qualità.

5. Non nutro profondo interesse per il feng-shui, ma che l’arredamento abbia il potere di influenzare il nostro stato d’animo è un dato di fatto.

Come dicevo prima, una cosa con troppi oggetti può generare stati di ansia, ma anche una casa troppo vuota, o arredata non nel modo corretto.

L’ambiente che ci circonda può davvero creare in chi vi abita delle vere e proprie patologie.

6. I miei progetti sono concepiti con lo scopo di coadiuvare le interazioni in famiglia, la condivisione e l’ospitalità.

Nello stesso modo con cui una casa può generare delle anomalie nelle persone che usufruiscono dello spazio, la casa e la disposizione del suo arredamento può anche coadiuvare a generare delle situazioni piacevoli all’interno di essa.

Un esempio scontato è dato dal colore: alcuni ristoranti scelgono determinati colori per le pareti perchè invogliano a mangiare di più; oppure certi colori usati nella camera da letto conciliano il sonno…

Un’ultimo punto mi è però venuto in mente a distanza di un mese, da quando vi avevo già accennato questi valori.

7. Idee e soluzioni anche per case in affitto, che quindi non possono subire stravolgimenti eccessivi o troppo costosi.

E quest’ultima si spiega anche da sola. Per esempio io, quando sono venuta ad abitare in questa casa ho trovato la caldaia in bella vista nell’open space. Far creare un armadietto appositamente per nasconderla mi dispiaceva, sia per il costo economico, sia per qualcosa che un giorno non potrò portare via con me. Ho allora trovato una soluzione alternativa per nasconderla con classe (magari un giorno te ne parlerò qui sul blog!)

Ma sai cosa? Tutto questo discorso sui valori mi ha anche fatto venire in mente un’idea: ho creato un manifesto ed è anche scaricabile: lo trovi qui!

Logo

Annunci

TREND INDOOR PLANTS

Bentornato! Siamo ufficialmente in Estate e il clima vacanziero è sempre più nell’aria… Mentre io devo ancora decidermi se quest’anno mi sono meritata un po di ferie oggi ti propongo un trend che in realtà è di gran moda già da un po!

In linea generale sembra che la questione dell’arredo di casa in questi ultimi tempi stia prendendo una piega sempre più umana e rifletta al meglio i bisogni delle persone che ci vivono.

Un po come sta succedendo per l’alimentazione in pratica. Più si va avanti con gli anni e l’evoluzione scientifica e più i cibi di origine chimica e “finti” ci vengono proposti nei supermercati e quindi sulle nostre tavole. Al contempo però una linea di difesa si è attivata e si è scatenato il movimento vegano (o simili): uno stile alimentare dettato dalla necessità di fare scelte sane e sostenibili.

Ecco, per la casa è quindi la stessa identica questione. Nuovi stili di vita in controcorrente con l’evoluzione della massa e dei ritmi folli a cui la società vuole sottometterci fanno si che anche le nostre mura domestiche si adattino.

Tutto questo perchè, come ho già detto più volte, la casa è davvero lo specchio della nostra vita e la volontà di condurla con un certo stile (sia esso eco-sostenibile, lussuoso, economico o pratico…) e quindi optando per determinate scelte necessita di una base che ce lo permetta, in quanto la nostra vita si appoggia proprio qui.

Ricordiamoci che la casa è il luogo dove la nostra giornata inizia e dove essa finisce!

Sarò sicuramente di parte a questi nuovi stili e cambiamenti che stanno proliferando sopratutto in questo ultimo periodo, lo ammetto! Puoi vederne degli accenni nei vecchi articoli, sopratutto quelli scritti dopo il re-branding che ti avevo presentato non molto tempo fa.

Ma veniamo al sodo… Il trend di cui ti volevo parlare oggi è quello delle piante da appartamento! O meglio, quali piante sono di tendenza in questa stagione per rendere più green le nostre case?

  • STRING OF PEARLS
String of pearl

Via Ludorn

  • SNAKE
Snake

Via The Glitter Guide

  • KENTIA PALM
Kentia palm.jpg

Via Pflanzen Freude

  • JADE
Jade

Via Lily

  • FIDDLE LEAF FIG
Fiddle leaf fig

Via Halfway Wholeistic

  • CACTUS
Cactus

Via Wendy Thornell

  • SPIDER
Spider

Via Brit

  • RUBBER
Rubber

Via Lonny

  • ALOE
Aloe

Via Wiki How

Per me le piantine più simpatiche rimangono sempre e comunque i cactus; ma, anche la string of pearls mi piace davvero molto!

Tu quale pianta preferisci? Hai già una di queste amiche green a casa? Fammi sapere tra i commenti!

Logo

STILE KINFOLK

Si torna a parlare di stili e oggi lo si fa con una forma d’arredo che non solo sta facendo davvero tendenza, ma che amo tantissimo principalmente perchè racchiude tutti quei valori che sono anche i miei.

Ecco qui lo stile Kinfolk.

E’ uno stile che nasce negli Stati Uniti è ha origine tra gli Amish, una comunità religiosa nata in Svizzera e stabilitasi negli USA dal 700.

3

VALORI

Trattando di Kinfolk forse sarebbe ancora più corretto, prima ancora di parlare di stile, descriverne il lifestyle che di conseguenza si riflette poi sul modo di arredare la casa.

In principio era lo stile nordico: ha vissuto un lunghissimo periodo sulla cresta dell’onda ed è stato fotografato e riprodotto come se non ci fosse un domani, facendoci sognare sopratutto per quella gestualità dei padroni di casa che potremmo quasi definire eterea.

Probabilmente è per lo stesso motivo che lo stile Kinfolk ci sta rubando il cuore: la parola-chiave anche in questo caso è essenzialità e per questo motivo si appella a linee e colori minimal, essenziali e puri.

La necessità di rallentare da quelli che generalmente sono degli stili di vita così frenetici e disumani ci ha portato ad amare lo spirito Kinfolk (che letteralmente significa “parenti”), il quale predica il ritorno alla natura e alla vita rurale e di conseguenza il piacere per il cibo sano e conviviale con prodotti biologici e locali.

1

DECORAZIONE 

Lo stile Kinfolf è il risultato dell’incontro tra diversi stili: nordico, rustico, industrial e retrò. Va da se quindi che si tratta di un mix tra colori, pattern e materiali.

Gli elementi che non possono assolutamente mancare sono:

  • le piante. Le idee più in voga su come inserirle sono: all’interno di eleganti campane di vetro, appese con le classiche reti macramè, oppure limitandosi a singoli rami fioriti in semplici vasi.
  • materiali come il legno, il rattan, la pietra e lino e cotone per i tessuti.
  • il bianco predomina tra tutti i colori. Ma troviamo anche accenti dati dal grigio, il verde e il beige.
  • tra gli oggetti troviamo quelli fatti a mano, mobili d’epoca, quelli riciclati, artigianato, souvenir di viaggio e ricordi.

4

5

2

Ed ecco qua! Tu cosa ne pensi? Ne avevi già sentito parlare? Pensi che adotterai alcune caratteristiche di questo stile per rinnovare qualche angolo di casa?

Logo

SALONE DEL MOBILE 2017

Purtroppo anche questa sessione del Salone del Mobile si è conclusa e io non vedo già l’ora che sia l’anno prossimo!

Prima di parlarvi di ciò che ho visto vorrei però dedicare alcune righe ad esaminare i pro e i contro della mia organizzazione (cosa che ormai faccio ogni anno!) perchè mi aiuta a fare sempre meglio negli anni a venire.

Per prima cosa quest’anno ero riuscita ad ottenere tutta la settimana (dal 4 al 9 Aprile) di ferie dal lavoro; questo mi ha permesso di riuscire ad andare al Salone durante la settimana (giorno della visita: 6 aprile) e ad evitare la calca del fine settimana, ma non ad approfittare di tutta la Design Week. Infatti come ogni anno, ho atteso che anche il mio papà fosse disponibile per poterci andare insieme a lui (eh si, è il nostro tempo di qualità!) e quindi sono stata a Milano una sola giornata. Magari come obiettivo per il prossimo anno mi appunto quello di trovare delle design blogger che abbiano voglia di condividere la settimana con me (se fate parte di quelle blogger non esitate a contattarmi; mi sto già organizzando per il Cersaie!)

Un’altra nota negativa è stata quella di aver effettuato la visita senza la benedetta Mappa, che poi durante i vari giri è stata impossibile da recuperare! L’anno scorso l’app del Salone l’ho trovata super efficace, con il suo sistema di catalogazione dei padiglioni; quest’anno invece, avendola scaricata un solo giorno prima, non sono riuscita a studiarla bene e a capire in quali aree venivano inseriti i vari stands. Ma alla fine della fiera siamo riusciti a cavarcela!

E poi che dire, se non che ho dimenticato i biglietti da visita del blog! Insomma, di aspetti positivi ce ne sono stati eccome, ma con dei piccoli dettagli a cui dare maggiore attenzione per la prossima visita!

Poi c’è quella che per me è una novità super entusiasmate: ho partecipato ad un evento del Fuorisalone per la prima volta in assoluto! Ma di questo ve ne parlerò più avanti nel post.

Ora però è arrivato il momento di parlarvi del Salone del Mobile vero e proprio!

1.JPG

Quest’anno il Salone del Mobile ospitava il Salone Internazionale dell’Illuminazione e l’installazione Workplace 3.0.

Ecco le foto scattate per quanto riguarda l’illuminazione.

2

Lampada realizzata con fogli di legno by LZF Lamps

Si afferma il trend di lampadari preziosi, come questi qui di seguito che sembrano custodire tesori.

IMG_3425

IMG_3426

O questi.

39

38

Abbondavano anche quelli d’ispirazione più eclettica.

5.JPG

6.JPG

7.JPG

8.JPG

E poi c’è lui! Riuscite a riconoscerne l’installazione? Con le sue ambientazioni fiabesche me ne ero già innamorata due anni fa!

9.JPG

Karman

Per quanto riguarda i colori, a predominare è sicuramente il verde (in tutte le sue varianti).

10

11

14.JPG

41.JPG

13

12

Ma anche la presenza del rosa non è stata da meno.

44.JPG

 

46

45.JPG

42

43

Quest’anno erano anche tantissime le camerette per ragazzi che lasciavano a bocca aperta. Tanto per citare un’azienda, per esempio c’era la collezione I sogni di Matilde di Dolfi. Eccovene un assaggio.

15.JPG

16.JPG

17.JPG

18.JPG

19.JPG20.JPG

22.JPG

23.JPG

40.JPG

21.JPG

Tantissime anche le soluzioni salva-spazio che sono state proposte.

26

 

28

29

27

30

31

Per quanto riguarda l’installazione Workplace 3.0 le novità e le tendenze di cui parlare sono sicuramente le sedute ergonomiche (al primo impatto estremamente complicate, ma di un confort assoluto), i nuovi materiali fonoassorbenti ideali per uffici adibiti a più persone, nuovi metodi di rilassamento (vedi un esempio qui) e anche le nuove vernici resistenti agli incidenti con l’inchiostro.

24.JPG

25.JPG

Ed ecco alcune foto scattate durante l’evento Social White: un momento per blogger e media partner pensato dagli organizzatori di White in the City (l’installazione che ha dipinto di bianco alcune delle più importanti zone di Milano durante la Design Week) per il quale avevo scritto un articolo.

L’evento in questione si è tenuto a Palazzo Cusani, uno storico palazzo seicentesco situato nell’affollatissima via Brera.

Nulla è stato lasciato al caso: ad accoglierci c’era una bellissima loggia che preannunciava il tema della serata attraverso un allestimento e la presentazione di diversi prodotti di design in chiave bianca.

32.JPG

Per raggiungere però la sala dove l’evento vero e proprio era stato adibito è stato necessario percorrere una bellissima scalinata che ha portato a diverse sale, in ciascuna delle quali vi era una diversa installazione sempre e rigorosamente in tema bianco.

33

36

34

E per quest’anno è tutto! Spero di essere riuscita a fare la giusta selezione delle cose che più vi interessavano. E se avete domande non esitate a chiedere: sono qui per voi!

Logo

PANTONE: COLORI PRIMAVERA 2017

Rieccoci qui con il nostro consueto appuntamento settimanale!

Quest’anno mi sembra davvero di correre dietro il tempo… Primavera è iniziata ormai da qualche settimana e io vi parlo dei suoi colori di tendenza soltanto ora.

Se vi facessi vedere la mia scaletta editoriale e la mia agenda sicuramente non ci credereste di come, al contrario di quello che faccio vedere, sia una persona organizzata e di quante cose metta in programma… Peccato però che come recita il detto “tra il dire e il fare”… Eh bhe, c’è di mezzo il Salone del Mobile! Si, perchè mi trovo a scrivere questo articolo proprio a ridosso della Design Week e le cose da organizzare e da preparare sono state davvero tantissime. Anzi, a dirla proprio tutta, domani parto e, mentre ho ancora alcune cose da rivedere e sistemare, concludo la stesura dell’articolo che state leggendo. Per cui, se tutto procede secondo i piani, la settimana prossima uscirà un articolo a tema Salone!

Ma, torno a parlare dei colori che Pantone ha decretato di tendenza per questa primavera-estate 2017 e vi mostro subito la palette che l’azienda stessa descrive come un mix di vitalità, relax, e vita all’aria aperta.


pantone-color-swatches-fashion-color-report-fall-2017

I 10 COLORI PANTONE PIU GETTONATI PER LA PRIMAVERA 2017

Dai colori accesi e brillanti a quelli che trasmettono un senso di vicinanza a Madre Terra, la nostra Top Ten per la primavera 2017 ci ricorda le sfumature della natura intorno a noi. Insieme alla New York Fashion Week, il PANTONE Fashion Color Report (Report sui colori della moda) offre una panoramica completa sull’uso dei colori da parte degli stilisti nelle loro collezioni per la primavera 2017. Il PANTONE Fashion Color Report presenta le 10 tonalità più esibite sulle passerelle e diventa la vostra indispensabile guida ai colori per la nuova stagione.

“Una delle tendenze che abbiamo osservato quest’anno è un nuovo senso dell’immaginazione che propone il colore in un contesto diverso da quello tradizionale” ha affermato Leatrice Eiseman, Executive Director del Pantone Color Institute. “Rievocando le sfumature della natura intorno a noi, il Fashion Color Report per la primavera 2017 risveglia un’infinità di emozioni e sensazioni. Dal tepore delle giornate di sole con PANTONE 13-0755 Primrose Yellow alla sensazione rigenerante dell’aria fresca di montagna con PANTONE 18-0107 Kale, fino al desiderio di tuffarsi in acque cristalline con PANTONE 14-4620 Island Paradise, gli stilisti hanno creato combinazioni cromatiche allegre ma al contempo armoniose e precise per incarnare appieno le promesse, la speranza e il desiderio di cambiamento che l’arrivo della primavera porta sempre con sé”.

I colori di tendenza per la primavera 2017 sono:

PANTONE 17-4123 Niagara
Confortevole e rassicurante, Niagara si afferma come il colore predominante della primavera 2017 e guida la classifica del PANTONE Fashion Color Report. Niagara è un blu denim classico che parla al nostro desiderio di disinvoltura e di relax.

PANTONE 13-0755 Primrose Yellow
Diametralmente opposto, Primrose Yellow sprigiona fervore e vitalità. Avvolgendoci con il suo senso di calore immediato, questa tonalità allegra di giallo ci trasporta in un’atmosfera di entusiasmo, buon umore e serenità.

PANTONE 19-4045 Lapis Blue
A trasmetterci ancora più energia è il Lapis Blue. Forte e sicura, questa tonalità intensa di blu è permeata di una profonda radiosità.

PANTONE 17-1462 Flame
Tono arancione tendente al rosso, Flame è amante della compagnia e del divertimento. Sgargiante e vivace, questa sfumatura straordinariamente teatrale aggiunge un tocco di calore ardente alla tavolozza della primavera 2017.

PANTONE 14-4620 Island Paradise
Island Paradise è un piacevole color acqua che rievoca scenari di tutt’altro genere. Fresca tonalità tra il blu e il verde che parla ai nostri sogni di evasione, Island Paradise è l’emblema dei paesaggi tropicali e del nostro desiderio di relax.

PANTONE 13-1404 Pale Dogwood
Sulla scia di questa atmosfera serena si inserisce Pale Dogwood, un rosa pacato e rilassante che crea un’aura di purezza e innocenza. Pale Dogwood è una sfumatura di rosa discreta e delicata che, con il suo morbido tocco, infonde una salutare luminosità.

PANTONE 15-0343 Greenery
Con la sua ventata di freschezza, Greenery è un verde-giallo intenso che parla al nostro bisogno di esplorare, sperimentare e reinventare. Tipico delle chiome verdeggianti, Greenery richiama il bisogno di respirare aria pura, riossigenarsi e attingere nuova linfa.

PANTONE 17-2034 Pink Yarrow
Tropicale e gioiosa, Pink Yarrow è una tonalità eccentrica, che non si può non notare, creata per tentare e stuzzicare. Audace, capace di attirare l’attenzione e passionale, il rosa acceso di Pink Yarrow è un colore accattivante e stimolante che risolleva il morale e mette in circolo l’adrenalina.

PANTONE 18-0107 Kale
Evocativa dei paesaggi naturali e di uno stile di vita sano, Kale è un’altra tonalità tipica delle verdi chiome che, analogamente al più vivace Greenery, rievoca il nostro desiderio di vivere a contatto con la natura. E, proprio come accade in natura, questo verde lussureggiante e fertile si sposa alla perfezione con le tonalità più vibranti della tavolozza.

PANTONE 14-1315 Hazelnut
A completare i colori della primavera 2017 ecco Hazelnut, un tono neutro che non può mancare in questa stagione. Una tinta che riporta alla mente una sensazione di grande vicinanza a Madre Terra. Per nulla pretenzioso e con un intrinseco senso di calore, Hazelnut è un colore di transizione che, con grande disinvoltura, fa da trait d’union tra le stagioni.

Pantone

Vi lascio con il “copia-incolla” di quanto Pantone ha pubblicato sul suo sito ufficiale italiano (link annesso, nel caso in cui vogliate approfondire). D’altra parte non avrei potuto descrivere questi colori meglio di loro!

Trovo questa palette veramente magica. Per me è davvero difficile scegliervi un colore che mi piace più di altri. E voi quale preferite? Cosa ne pensate di questa scelta? Fatemi sapere la vostra opinione; i vostri commenti sono benaccetti!

Io intanto torno a finire la mia valigia e a scegliere l’outfit per domani, magari seguendo proprio questa guida per quanto riguarda la scelta dei colori, perchè no!?

Logo