MERCATOPOLI

E’ tornato Settembre! Mese che segna un po per tutti un nuovo inizio, una nuova ripresa, nuovi obiettivi e propositi da mantenere.

Settembre e quindi l’autunno è anche un po paragonabile alla primavera per alcuni punti di vista: si fa il cambio dell’armadio, ci si prepara per il nuovo cambiamento climatico e si fanno delle pulizie più profonde al fine di eliminare anche tutto il superfluo che si ha accumulato durante i mesi passati.

In pratica Settembre è un ottimo mese per fare un po di sano decluttering!

Lo scopo di tutto questo preambolo è proprio questo: parlarti di alcuni temi che mi stanno strettamente a cuore e condividere con te una scoperta che ho subito amato!

Del decluttering ti avevo già parlato (trovi l’articolo qui), ma oggi vorrei farcire tutto il discorso con altri temi per me molto importanti, quali la sostenibilità, la condivisione, il riciclo e la lotta contro il consumismo.

Ma poichè su questi temi avevo scritto addirittura un vero e proprio ebook, passerò direttamente a parlarti della mia rivoluzionaria scoperta: si chiama Mercatopoli.

Mercatopoli è un negozio dell’usato nato con lo scopo di promuovere un riuso sicuro e consapevole. In Italia non ne esistono ancora molti, ma all’estero funzionano già da tanto tempo molto bene.

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Il suo servizio è davvero innovativo in quanto è possibile portare in vendita qualsiasi tipo di oggetto in buono stato che voi vogliate: dall’arredamento, all’abbigliamento, oggetti tecnologici, veicoli, libri… Cioè davvero qualsiasi cosa!

Al vostro ingresso uno staff preparato e gentile vi accoglierà per aiutarvi nella fase di vendita. Insieme si stabilisce il prezzo al fine di garantire la massima trasparenza e in genere per i prodotti più recenti esso si aggira intorno al 50% del suo originario valore d’acquisto.

Inoltre esiste un intelligente sistema di tesseramento che permette di sapere chi ha venduto e chi ha comprato un determinato oggetto.

Una volta che l’oggetto viene venduto, è possibile recarsi in negozio per recuperare il denaro contante! Non si ottengono quindi semplicemente dei buoni spendibili solo nel punto vendita, ma si avranno dei soldi veri e propri con il quale è possibile farci quello che si vuole!

Registrandosi al sito sarà possibile controllare direttamente e in tempo reale le eventuali vendite di tutti gli oggetti che hai deciso di mettere in vendita.

I prodotti messi in vendita sono ad altissima rotazione, ciò vuol dire che in genere vengono rivenduti entro 60 giorni.

Se passati 90 giorni l’oggetto dovesse risultare ancora invenduto, esso verrà dato in dono ad un’associazione di beneficenza. I vestiti invece verranno dati direttamente in beneficenza trascorsi i 60 giorni.

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Ma un’altra cosa che stavo dando per scontata è che a Mercatopoli puoi anche venire ad acquistare! Se sei un amante del vintage e degli oggetti introvabili sicuramente questo è il posto in cui venire!

Io trovo che il servizio offerto da questo negozio sia davvero qualcosa di ingegnoso e penso a tutti quegli oggetti che custodisco gelosamente a casa e per i quali non riesco a trovare il coraggio di buttare, seppure ormai siano abbandonati a se stessi. Quante volte alcuni di essi ricoprono addirittura un valore sentimentale e/o affettivo?

Sabato 23 Settembre andrò a provare il servizio personalmente! Se anche tu sei quindi interessato ti invito a seguirmi sulle Stories di Instagram e su Facebook per scoprire maggiori dettagli e a non perderti l’articolo che uscirà qui sul blog lunedi prossimo! #VendiConMercatopoli

TO BE CONTINUED… 

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CRISI E CASE… DI POCHI MQ

La scorsa settimana abbiamo parlato dello stile d’arredo retrò, degli anni 50′, 60′ e 70′, dove già saprete che la regina della casa era la donna stereotipata che passava la sua vita a pulire, cucinare e lavare. Bene, oggi invece affronteremo il discorso inverso!

Una volta si era alla ricerca di case grandi e piene di stanze: più erano spaziose e più erano belle, anche se poi non si sapeva cosa fare di tutte quelle stanze. Sale, salotti, sgabuzzini, stanze del cucito e camere per gli ospiti costituivano più una questione di prestigio che di utilità.

Ma lo sappiamo tutti che la casa in qualche modo ha sempre rappresentato lo status symbol dei suoi ospiti.

Oggi però si assiste ad un fenomeno di controtendenza: le case dai piccoli formati. Gli anni passano e le mode cambiano, anche se in questo caso è meglio parlare di necessità e di esigenze.

Anche questa volta ci ha messo lo zampino la famigerata crisi economica come ben capirete. Ma avete fatto bene i conti?

Una persona che possiede la casa in cui vive si trova a dover pagare l’IMU tutti gli anni e più la proprietà è grande e più salato sarà il conto. Nel caso in cui la casa comunque non la possieda, ma la deve comunque mantenere, la spesa più ingente con la quale dovrà fronteggiarsi è quella cosiddetta “della spazzatura” che aumenta con l’aumentare dei mq. La casa poi è molto grande? Aggiungeteci allora tempo per la manutenzione e la pulizia e soldi da investire per un arredamento degno di presentazione. Al giorno d’oggi sono davvero poche le donne che possono permettersi di stare a casa senza lavorare facendosi mantenere dal marito (o dal fidanzato), donne che avrebbero tempo da dedicare alla loro abitazione. Ai tempi di mia nonna era la normalità che la donna stesse a casa a prendersi cura dei bambini, cucinare e pulire. Ma sinceramente a me passerebbe la voglia al solo pensiero di tornare a casa dopo una giornata di lavoro di 8/9 ore, in cui è successo di tutto, e mettermi a pulire e riordinare 100 mq.

Quanto segue non è un elogio alla mia casa, giuro!

Casa mia è di appena 40 mq ed è a misura della coppia che la vive: io e il mio fidanzato! Lui passa quasi tutta la giornata a lavoro e io che oltre al lavoro seguo cento interessi diversi ho davvero pochissimo tempo per sistemare e pulire. Casa nostra però appare sempre presentabile e curata, in quanto abbiamo scelto con cura gli arredi (pochi ma efficaci), non ci sono suppellettili da dover spolverare ogni giorno messi a casaccio solo per riempire spazi vuoti e quello che pulisco e riordino è solo ed esclusivamente lo spazio che Vivo.

La morale che vorrei trasmettervi con tutto questo, prima di passare a presentarvi un caso specifico, è che forse una volta il prestigio di una casa era determinato più dai mq, mentre oggi dalle scelte d’arredo che vengono fatte.

Martina Margaria è un’architetto di Milano che lavora per Milano Abita, uno studio specializzato nella progettazione e arredamento di appartamenti dai 7 ai 25 mq. Martina dice di prendere ispirazione dagli yacht. Da quando si è specializzata nella progettazione di mini appartamenti il suo fatturato è aumentato del 500%. Il prezzo per un lavoro di questo tipo? A partire da 50.000 €.

Vogliamo ancora parlare di prestigio?

Si tratta di una vera e propria tendenza nata nei quartieri di Parigi e New York e solo da pochi anni arrivata anche in Italia.

By Cait Fletcher Photography

By Sara Pereira

By Lea Bo

By Grace Murano